
CI ERAVAMO LASCIATI CON L’IMPEGNO DI RIVEDERCI A DISTANZA DI UN MESE PER
PROSEGUIRE NEL DIALOGO, GIUSTO IL TEMPO PER CHI NON AVEVA LETTO IL LIBRO DI
LEGGERLO
ORA
IL MESE E’ TRASCORSO
CI VEDREMO A LUCCA LIBRI
(Corso Garibaldi 54 – Lucca)
MARTEDI’
29 GIUGNO – ORE 21
BUEN VIVIR
- Per una nuova democrazia della Terra
Prefazione di Adolfo Pérez Esquivel / Postfazione di Gianni Minà
L’umanità è immersa in una crisi inedita, le cui cause vanno indagate in
profondità. Cause complesse che mettono in luce l’insostenibilità politica
e sociale di un modello di sviluppo che ha dimostrato la sua inadeguatezza e
che pone domande forti, legate alla sopravvivenza stessa dell’uomo sul
pianeta. Concetti e strumenti come riformismo e rivoluzione non riescono oggi
ad affrontare e a risolvere problemi così complessi e interdipendenti. La
conseguenza è un altro enorme paradosso: vivere un tempo in cui vengono poste
domande forti ma le risposte appaiono estremamente deboli. Domande come:
esiste un’alternativa al modello capitalista? è realizzabile migliorare la
vita di miliardi di persone tenute ai margini? si può coniugare l’economia
con la difesa dell’ambiente? è possibile sperimentare un nuovo patto
sociale e ripensare le forme della rappresentanza? Dall’America latina
all’Asia, all’Africa, a molte comunità e territori del Nord del mondo i
conflitti ambientali e sociali hanno creato le condizioni per la formazione di
un campo nuovo. Una sociologia dell’assenza che a partire dalla democrazia
deliberativa e dalla responsabilizzazione collettiva lavora alla costruzione
di un nuovo paradigma di civiltà, fondato sul buen vivir e su una relazione
armoniosa con la natura. Educazione popolare, autogoverno, orizzontalità,
giustizia sociale, mutualismo, creatività e decolonizzazione del potere sono
gli strumenti e le pratiche che l’ecologismo dei poveri utilizza per
costruire una democrazia della Terra. Il protagonismo dei movimenti indigeni,
dei movimenti impegnati per la difesa dei beni comuni e per i diritti di
cittadinanza mette in luce la rottura del contratto sociale e la necessità di
ridefinirlo a partire dalle nuove condizioni poste dalle crisi.
Giuseppe De Marzo,
economista, attivista e portavoce dell’associazione A Sud.
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